La Tradizione Vinicola
La storia di San Pietro Vernotico è legata a doppio filo alla vite. Fino alla fine del XX secolo, il paese era uno dei maggiori centri di produzione vitivinicola del Salento. Questa predominanza economica ha lasciato un segno indelebile nel vocabolario dialettale locale.
Il Lessico della Vendemmia
Il periodo di fine estate e inizio autunno (la vinnégna) trasformava il paese. Le strade odoravano di mosto dolce (lu mustu) e si riempivano di carri. Molte parole dialettali sono nate proprio per descrivere queste fasi:
- Lu Trainu: Il tradizionale carro agricolo trainato da cavalli o muli, usato per trasportare l'uva dalle campagne ai palmenti.
- Lu Parmientu: Il palmento, la grande vasca in pietra o cemento dove l'uva veniva pigiata (spesso coi piedi).
- Lu Capucanali: Il caposquadra durante la vendemmia, colui che coordinava li fatiatori.
- La Ràspa: Il raspo del grappolo d'uva dopo essere stato privato degli acini.
Il Negroamaro
Il vitigno principe del territorio è il Negroamaro (dal dialetto Niuru maru, "nero amaro" per il suo colore impenetrabile e le note tanniche). Un tempo questo vino robusto veniva esportato in cisterne verso il nord Italia e la Francia come "vino da taglio" per rinforzare le produzioni più deboli, ma oggi è riconosciuto e imbottigliato in purezza con la denominazione DOC.
Il Vino nella Saggezza Popolare
Il vino (lu mieru, termine che deriva dal latino merum, ovvero vino puro, non annacquato) è celebrato in innumerevoli proverbi sampietrani:
- "L'acqua face male e lu mieru face cantare" (L'acqua fa male e il vino fa cantare).
- "A San Martinu, apri la utti e assaggia lu vinu" (A San Martino, l'11 Novembre, il mosto è diventato vino).